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Lettera al Coordinamento di Procida PDF Stampa E-mail
Scritto da Yuri DG   
Domenica 15 Giugno 2008 04:06

Ho inviato questa lettera al Comitato ... come mio commento all'articolo apparso su La Repubblica e che è possibile leggere online su Napolionline.

LO SPREMIAGRUMI

Salutando con affetto tutte le persone attive, intelligenti e squisite che ho conosciuto a Procida, lascio questo mio commento ad un brano di articolo, ieri su La Repubblica – Napoli, dal titolo “ecco le alternative a discariche e inceneritori”, come gentilmente mi è stato chiesto.

1) Lo spremiagrumi, giusto! Il dissociatore molecolare si può davvero comparare ad uno spremiagrumi se nella metafora gli agrumi sono le menti di amministratori, giornalisti, “liberi pensatori”, ecc…
Ormai non esiste il giornalismo in Italia, questo si sa; i giornali sono solo delle veline del potere.

I giornalisti si limitano a trascrivere i “comunicati stampa” del politico che invia il fax o l’email (che sia un sindaco, un assessore, il presidente di un Ente o di un’associazione di cui è il solo iscritto). La stampa è solo lo spazio cartaceo a disposizione di chi ha una qualche patacca da esibire, cambia solo il numero di righe a disposizione, proporzionalmente alla lucentezza della medaglietta in pectore. Dopotutto perché si fanno tante associazioni in Italia? Per avere questa possibilità. E più si parla più ci si imbella, e più aumenta il curriculum politico. Mica si fa per raggiungere degli obiettivi pratici! Non per niente sono rare le sigle che scendono in piazza, non mi stupirei se confrontando la media europea con quella italiana ed in particolare campana ne venisse fuori statisticamente che la numerosità dell’associazionismo è inversamente proporzionale alla funzionalità della società civile.
Il media poi, ovviamente, sono gestiti da società come meri strumenti di potere. Altrimenti non si capirebbe come mai in questa nazione ogni tanto compaia una cordata, una truffa, un indebitamento bancario pur di cercare di accaparrarsi il Corsera…!
Quando poi il giornalista si permette di scrivere di “suo” lo fa in completa autoreferenzialità, senza alcuna conoscenza approfondita. In genere, in parallelo con la linea editoriale o con il pensiero comune, diventa esso stesso velina (con o senza pupazzo rosso accanto). Come un corrispondente dalla Russia si trasforma in libero commentatore di partite di calcio, allo stesso modo un aspirante editorialista parla di rifiuti ed inceneritori.
Premetto che quando mi riferisco all’articolo scritto da Patrizia Capua su La Repubblica – Napoli di sabato 14 giugno 2008 mi ritrovo a dover sospendere parzialmente il giudizio fino alla lettura dell’articolo completo. Ma già spendere una pagina intera di un giornale ad alta tiratura per riportarvi solo la prima parte di un excursus sui dismo in cui si lascia più della metà dello spazio agli spot del vice-presidente dell’azienda rivenditrice dell’inceneritore in questione significa fare uno spot per un giorno; e, presumibilmente, gratuitamente!
Un giornalista non dovrebbe compiacersi di aver trovato una analogia simpatica tra dissociatore e spremiagrumi, tanto da riportarla anche come spiegazione del funzionamento tecnico! Un giornalista non dovrebbe riportare solo le frasi del venditore senza mai fare una domanda in più, senza mai approfondire. Perché non chiedere dove e quali sono questi cento (non uno in meno , non uno in più) dissociatori molecolari della Energo in giro per il mondo, funzionanti?
Ad un giornalista dovrebbe venire il dubbio che se una macchina processa i rifiuti tal quali vuol dire che non è in linea con una politica di differenziazione e riciclaggio dei rifiuti. Ad un giornalista dovrebbe venire il dubbio che il particolato, i metalli pesanti, le ceneri prodotte dalla cella di incenerimento dovranno poi andare da qualche parte? Basterebbe sapere che Nardone aveva individuato Sant’Arcangelo Trimonte come discarica per capire che forse c’è qualcosa in uscita. Basterebbe sapere che a 550°C si è nel range ottimale per la produzione di diossine per capire che non è logico pensare che si possano smaltire, bensì ottenere. A proposito, ma qualcuno non aveva detto che la temperatura era inferiore ai 400°C?
Ad un giornalista dovrebbe venire il dubbio che non sia possibile ottenere il solo 5% di ceneri da immondizia tal quale, come dice Nardone, se è vero che, come dice il vice-presidente Energo, il dismo gassifica solo le sostanze organiche.
Un giornalista dovrebbe indagare su come davvero funzionano quei gassifica tori qui detti dissociatori molecolari laddove la Energo o la Eppm (o SenreQ LLC se è per facilitare il compito) li hanno installati.

2) Se gli agrumi sono le tasche dei cittadini.
Se l’obiettivo del dissociatore non è quello di smaltire in maniera ottimale i rifiuti (dato che purtroppo la materia non scompare ed ogni processo di incenerimento produce scorie) bensì “produrre energia elettrica e biodiesel (a proposito, da quale olio vegetale?? n.d.r.) ”, allora un giornalista dovrebbe chiedere dei dati certi sul bilancio energetico tra entrata ed uscita, sulla quantita di syngas e sulla sua efficienza calorifera; e magari andare a vedere se gli impianti installati altrove dalla Energo abbia prodotto davvero energia e gas in eccedenza per qualcuno o meno. O forse sono “macchine con cui si potrebbero fare molti soldi”, ma soldi presi dalle tasche dei cittadini, tramite cip6 ed altri finanziamenti, e riversati nelle tasche di pochi o nelle casse comunali.
Aspettando di leggere il seguito dell’articolo, sperando di trovare almeno qualcosa di interessante (o, meglio, preoccupante) circa l’avvicinamento di un colosso come Veolia ai dissociatori molecolari, non posso che sottolineare l’unica frase irreprensibile, quella detta dall’assessore Ganapini:
«È una tecnologia senza capo né coda, portata in Italia da Roggiolani, uomo di fiducia di Pecoraro Scanio. Obsoleta. È pirolisi a bassa temperatura. Si dà il caso che ho redatto io il programma europeo della gestione dei rifiuti nei sistemi insulari, che sono un valore enorme del Mediterraneo, da salvaguardare. Per le isole c´è un solo sistema, il contenitore scarrabile da svuotare sulla terra ferma. A Procida si può ipotizzare al massimo il trattamento di compostaggio, per un´agricoltura di qualità».


Forza cittadini

Yuri