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Ambiente
No all'inceneritore di S.Salvatore Telesino PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 23 Luglio 2009 22:14

Stamattina hanno vinto le ragioni dei Comitati: la conferenza di servizi sul cosiddetto "inceneritore di biomasse" ha dato esito negativo!

Ero lì, sotto gli uffici della Regione, assieme ad altre persone della Campania, semplici cittadini impegnati a fare resistenza, da Napoli a Benevento, contro l'aggressione in atto al nostro ambiente; ovviamente c'era la pasionaria Mariapia Cutillo, così come è giunto il caro Alex Zanotelli.
C'era da domandarsi, come al solito e retoricamente, dove fossero i partiti delle quiete stanze e i tanti prezzolati o meno conformisti dalla bandiera facile! 

Comunque, quel che conta oggi è aver vinto, grazie alla forza immensa di veri piccoli eroi (tali sono ormai i cittadini che "non si stanno")!
Continuo ad applaudire Mariapia, una vera forza della natura e dell'umanità. Sono onorato di conoscerla e di starle accanto quando è possibile.

Comunicato ufficiale:

L'inceneritore non si farà, il popolo telesino ha vinto
Maria Pia Cutillo - Maria Mucci
Comitati Civici
contro la costruzione dell’INCENERITORE a San Salvatore Telesino
 
Abbiamo vinto!
Esattamente dopo 2 anni di lotte
il procedimento per la costruzione dell'inceneritore a San Salvatore Telesino
è stato RIGETTATO dalla Conferenza dei Servizi
.

 
Tutto quello che avevamo detto è stato provato tecnicamente!
Non siamo nè dei nimby nè dei talebani!
Abbiamo difeso e ci siamo ripresi la nostra terra.
 
Non vogliamo più essere scavalcati dalla cattiva politica e dall'economia senza regole.
 
Grazie a tutti!

 

 
Intervento alla Marcia dei 1000 Sì PDF Stampa E-mail
Scritto da Yuri   
Venerdì 08 Agosto 2008 10:04
Ripresa del mio intervento, e quello di Pierluigi Santillo, a Piazza Garibaldi (NA), il 21 Giugno 2008, a seguito della Marcia dei 1000 Sì, Acerra-Napoli
riprese di Elisabetta Landi.
P.S. Sarà stato per la stanchezza dopo i 17 km sotto il sole... chiedo venia per l'errore: era San Giorgio La Molara, non Molinara
 
Convegno a Procida PDF Stampa E-mail
Scritto da Yuri Di Gioia   
Mercoledì 04 Giugno 2008 11:42

Piccolo anticipo del video riguardante il convegno tenutosi a Procida contro il dissociatore molecolare:

Di seguito il programma del convegno avvenuto:
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Sul "dissociatore molecolare" PDF Stampa E-mail
Scritto da Yuri   

La prima cosa che bisogna sottolineare è la definizione del processo.
Il sistema presentato è completamente lacunoso di dati tecnici, ma è chiaro che si tratta di un gassificatore e che rientra nella categoria dei processi a caldo degli inceneritori (vedi documento di Medicina Democratica).
Infatti la normativa europea e nazionale afferma:
impianto di incenerimento: qualsiasi unità e attrezzatura tecnica, fissa o mobile, destinata al trattamento termico di rifiuti ai fini dello smaltimento, con o senza recupero del calore prodotto dalla combustione. Sono compresi in questa definizione l'incenerimento mediante ossidazione dei rifiuti, nonché altri processi di trattamento termico, quali ad esempio la pirolisi, la massificazione ed il processo al plasma, a condizione che le sostanze risultanti dal trattamento siano successivamente incenerite. La definizione include il sito e l'intero impianto di incenerimento, compresi le linee di incenerimento, la ricezione dei rifiuti in ingresso allo stabilimento e lo stoccaggio, le installazioni di pretrattamento in loco, i sistemi di alimentazione dei rifiuti, del combustibile ausiliario e dell'aria di combustione, i generatori di calore, le apparecchiature di trattamento, movimentazione e stoccaggio in loco delle acque reflue e dei rifiuti risultanti dal processo di incenerimento, le apparecchiature di trattamento degli effluenti gassosi, i camini, i dispositivi ed i sistemi di controllo delle varie operazioni e di registrazione e monitoraggio delle condizioni di incenerimento;” (cfr. art. 2 comma 1 Dlgs 133/05).
Va inoltre che la stessa società costruttrice dell’unico esemplare al mondo (cioè quello di Husavik) lo inserisce nella lista degli inceneritori costruiti.

A differenza della maggior parte degli inceneritori di ultima generazione (e comunque progettati nei decenni passati), il dissociatore presentato accetta in entrata, a detta della ditta venditrice, tipologie varie di rifiuti, anche tal quale.
Questo è in netto contrasto con una poco chiara volontà di differenziare e riciclare gli RSU. Inoltre tecnicamente rende il processo a basso grado di stabilità. Processo, poi, che va considerato nella sua caratteristica di lavoro in modalità batch, quindi non continua, con tutti i difetti del caso.
E’ difficilmente plausibile che uno strumento del genere possa ricevere, in una situazione come quella campana, dove la differenziata è ancora una politica da intraprendere e la gestione dei rifiuti avviene con pochi controlli, materiale in entrata che possa offrire sufficienti garanzie di processo.
Nella prima parte del processo vi è l’utilizzo di combustibile esterno (particolare anche questo non approfondito) per avviare la combustione necessaria. La temperatura raggiunta, a quanto pare, varia tra i 350 e 600°C (vedi test Sapienza Università di Roma), temperature quindi di massima produzione di diossina.. Né si può parlare di pirolisi completa, data la non totale assenza di ossigeno (non garantibile in ogni caso, data la variabilità della tipologia di rifiuti in ingresso).

Quello che avviene in realtà è un semplice processo di gassificazione della parte organica, quindi praticamente una metodologia già vecchia, inutile e dannosa, dato che tale tipo di rifiuto è più vantaggiosamente (sotto un punto di vista economico, ambientale e sanitario) utilizzabile per un processo a freddo di produzione di compost. Questo basta e avanza a bocciare già completamente l’idea di un “dissociatore molecolare”.
In uscita a questa prima fase del processo in batch abbiamo, oltre ad una quantità di diossina non opportunamente verificata, la presenza non riportata di: TOC, HCI, HF, SO2, NOx, CO, Hg, metalli pesanti e altro.
Un discorso a parte va fatto sulle nanopolveri, di cui non si fa menzione e che comunque si tende a valutare esclusivamente con un rapporto (peso)/(volume d’aria) e non in base alla quantità numerica delle polveri più sottili (<PM2,5), misurazione che invece andrebbe valutata in seguito agli studi della Nanodiagnostics.
Va poi sottolineato che una cosa è riportare (e finora in maniera molto carente) le misurazioni all’interno del sistema (non chiuso) dei processi di combustione ed un’altra è invece quella all’esterno. Processi di associazione molecolare e quindi di creazione di inquinanti avvengono ai vari strati atmosferici.
Nutriamo forti dubbi sulla volontà ed, in particolare, la capacità di una valutazione corretta, approfondita ed indipendente di tutti gli inquinanti possibili.
Si nota dalla stessa scarna e superficiale relazione della Sapienza Università di Roma che già i soli primi test non sono di approfondimento sufficiente (nel documento infatti si usano termini del tipo “il cloro dovrebbe essere preferibilmente sequestrato…”, “è presumibile che…” o “questo punto sarà comunque oggetto di ulteriori approfondimenti”).

Tutta la motivazione ideologica che viene a montare “pro-dismo” riguarda la produzione di syngas.
Quest’ultimo è un gas sintetico, di composizione varia, della quale non si hanno precise informazioni in questo caso. E’ ovvio che ricada su quest’ultima inaffidabilità la questione della poca stabilità del processo intero. Allo stesso modo non si fa menzione dell’inquinamento prodotto per la pulizia del gas risultante, al fine di renderlo commerciabile.
In sintesi si tratta di un gas dal bassissimo potere calorifico (molto probabilmente utilizzabile solo come piccola parte di miscela con metano) e dal rischio di inquinamento per tutto il processo di pre-trattamento che non viene mai preso in considerazione nei documenti presentati.
In uscita, oltre il syngas ed i particolati vari, ci ritroviamo una buona parte di massa solida sotto forma di sostanze vetrificate, metalli surriscaldati e ceneri, oltre una quantità non considerabile di percolato, ed eventuali fanghi per la purificazione del syngas.
In definitiva possiamo affermare che:

Il cosiddetto “dissociatore molecolare” non è altro che un inceneritore comprensivo di un processo di gassificazione della parte organica;
Questa pratica è inutile se a valle della differenziata si sceglie la via più pulita ed economica del compostaggio e del trattamento a freddo (meccanico e biologico);
I dati riportati sono lacunosi e incoerenti;
Non ci sono garanzie né su eventuali capacità di controllo né sulla stabilità del processo.
Avendo la Campania esperienza di occultamento di rifiuti tossici in discariche e in processi di smaltimento vario dei rifiuti, il gassificatore presentato, accettando in ingresso anche i rifiuti indifferenziati, si presta ad essere obiettivo delle stesse vie illegali di smaltimento.

Non si vede quindi con cosa motivare la scelta di un sistema a caldo, che trasforma i rifiuti in inquinanti vari e del syngas incerto, laddove un processo virtuoso di differenziazione spinta (anche tramite TMB) è nettamente più economico, ecologico e sostenibile! Per questo motivo il dissociatore molecolare, così detto, non può che essere una proposta da bocciare in toto.

 
Interventi al Vademecum di Sostenibilità Locale PDF Stampa E-mail
Scritto da Yuri   
Venerdì 28 Marzo 2008 16:54

Riporto i video di alcuni interventi della presentazione del Vademecum di Sostenibilità Locale, di Venerdì, 14 marzo 2008 - ore 20.30 (Libreria Masone - Benevento).




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